POETI SINTETICI
Una live performance che unisce musica elettronica e poesia performativa. Uno spettacolo da ballare e ascoltare, che spinge verso la ricerca di se stessi e dei propri ritmi.
Nato dalla collaborazione con la realtà torinese di Sintetica, Poeti Sintetici è strutturato in cicli, ciascuno dei quali affronta una specifica narrazione, costruita attraverso riferimenti letterari e un’interazione tra la voce e lo strumento, tra la parola e la musica. Dai riverberi, alle distorsioni fino ai delay, Poeti Sintetici è anche una riflessione sul linguaggio, sui valori dei significanti, e sul modo con cui entriamo in contatto con i significati: siamo convinti che la mente possa raggiungere nuove consapevolezze mentre il corpo sta ballando.
Le narrazioni andate in scena:
- Metamorfosi: una ballata lunare che racconta di uomini e donne che soffrono e vagano in un modo circondato da luci false, ma che all’improvviso subiscono una metamorfosi: delle ali, un teschio sulla schiena, una nuova forma di orientamento. Come Gregor Samsa di Franz Kafka si ritrovò trasformato in uno scaraffaggio, così i nostri protagonisti in esseri-falena.
- Le città invisibili: partendo dall’opera di Italo Calvino, Le città invisibili, il ciclo esplora il legame tra uomini e città, tra spazi immaginari e spazi fisici. Ogni città nasconde al suo interno tantissime altre città invisibili, noi abbiamo raccontato quelle che si possono incontrare camminando per Torino.
- Gli intonarumori del futurismo: La musica elettronica nasce anche da un’intuizione futurista. Nel manifesto L’Arte dei Rumori, Luigi Russolo immaginò strumenti capaci di liberare il suono dai confini della musica classica: gli intonarumori, precursori dei sintetizzatori che suoniamo oggi. Con questo ciclo vogliamo ricordare quel legame e rinnovarlo, portando l’eredità artistica musicale del futurismo nel presente.
- Open call: la formula di Poeti Sintetici, ma con voi come protagonisti. La Open Call è un processo creativo della durata di circa due mesi, che comincia con una call to action. Chiunque abbia intenzione di cimentarsi nel format di Poeti Sintetici può mandare un proprio brano, legato al tema della call, per partecipare. I selezionati verranno accompagnati in un percorso di prove fino alla serata live in cui reciteranno i loro versi sulla base della musica di Sintetica.
IL PROCESSO DI RICERCA
La ricerca ha un movimento duplice: da una parte c’è la ricerca del singolo sulla propria sfera artistica. Il collettivo Sintetica studia la parte musicale, mentre Moth si occupa della narrazione scritta. Il secondo movimento, che avviene dopo uno spazio di confronto, è fatto collettivamente. Attraverso le prove, si cerca di trovare la sintesi tra la poesia e la musica. Uno degli elementi fondanti della performance è lo spazio che viene lasciato all’improvvisazione, sia delle voci che degli strumenti. In tal senso, il copione, come in uno spettacolo teatrale, si modifica nel corso del tempo, delle prove, degli spettacoli stessi.
OBIETTIVI
L’obiettivo di Poeti Sintetici è quello di sottrarre la poesia dall’etichetta di una forma d’arte stantia, vecchia, fuori dall’ interesse e dall’attenzione delle nuove generazioni. Crediamo ci siano molti modi di fare poesia, e uno di questi vuole che il corpo si muova a ritmo con la musica.
La destinazione di Poeti Sintetici riguarda tanto i locali notturni, i club, quanto gli spazi culturali, le iniziative e i festival letterari. A seconda della destinazione, la musica e l’atmosfera mutano per creare il miglior ambiente possibile dove trovare ciascuno il proprio ritmo.